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Articolo WordPress — L’extravergine nell’alimentazione dei bambini: dallo svezzamento alla merenda

L’extravergine nell’alimentazione dei bambini: dallo svezzamento alla merenda

Categoria: Salute & Nutrizione  |  Intervista  |  Lettura: ~6 minuti  |  Aggiornato: giugno 2026

C’è un gesto che molti di noi ricordano dall’infanzia: una fetta di pane, un filo d’olio, magari un pizzico di sale. Niente di elaborato. Eppure, a distanza di decenni, quel sapore torna in mente con una precisione che dice qualcosa sulla qualità di quello che ci veniva dato da mangiare.

Oggi i genitori si trovano davanti a scaffali pieni di prodotti formulati, merendine arricchite, alimenti “appositamente pensati per i bambini.” In questo scenario, l’olio extravergine di oliva rischia di sembrare una scelta antiquata, quasi banale. Non lo è.

Lo abbiamo chiesto direttamente a chi lavora ogni giorno sull’alimentazione come strumento di salute. La dott.ssa Angela Zoccali, nutrizionista, ci ha spiegato perché l’extravergine di qualità è uno degli alimenti più preziosi che possiamo mettere in tavola fin dai primissimi mesi di vita.

AZ
Dott.ssa Angela Zoccali Nutrizionista. Specializzata in nutrizione pediatrica e piani alimentari personalizzati. Collabora con I&P per la comunicazione scientifica sui benefici dell’olio extravergine di oliva.

Dottoressa Zoccali, quali sono i principali benefici nutrizionali dell’olio extravergine di oliva?

È una vera miniera, ancora sottovalutata, di circa 300 sostanze bioattive. Dal mio punto di vista i benefici nutrizionali più rilevanti sono tre.

Prima di tutto, l’acido oleico e i polifenoli come l’oleocantale hanno proprietà antiossidanti e antinfiammatorie documentate dalla ricerca scientifica internazionale, con effetti positivi sulla protezione cellulare nel lungo periodo.

In secondo luogo, l’idrossitirosolo, uno dei principali polifenoli dell’extravergine di qualità, contribuisce alla regolazione della pressione sanguigna e alla riduzione del colesterolo LDL ossidato, quello effettivamente pericoloso per le arterie.

Terzo aspetto, spesso trascurato: la vitamina E e gli acidi grassi monoinsaturi supportano la salute ormonale e hanno un ruolo nella fertilità. Per questo l’extravergine è uno degli alimenti più completi che la natura ci offra, a condizione di sceglierlo di qualità reale.

Per l’alimentazione dei bambini, è indicato il consumo di olio extravergine fin dai primi mesi?

Assolutamente sì, e direi che è addirittura raccomandato. Come genitori vogliamo per i nostri figli il meglio, e il meglio è costruire fin da subito abitudini alimentari che sostengano la crescita e la salute nel tempo. L’olio extravergine di oliva è una di queste abitudini. Siamo nati nel paese che ne produce una grande quantità e di ottima qualità: usiamolo come hanno fatto i nostri genitori e i nostri nonni, con la consapevolezza che oggi la scienza ne conferma ampiamente il valore.

Da che età è possibile introdurlo, e come?

Fin dallo svezzamento. Aggiungere un cucchiaino di extravergine crudo alle prime pappe aiuta il bambino ad assimilare le vitamine liposolubili, le vitamine A, D, E e K, che richiedono la presenza di grassi per essere assorbite. Fornisce inoltre antiossidanti e composti fenolici che negli altri oli vegetali, estratti da semi, non sono presenti perché l’oliva è un frutto, con una complessità biochimica che i semi non possono replicare.

Un aspetto importante riguarda il profilo lipidico. L’olio extravergine ha una composizione in acidi grassi favorevole, con una prevalenza di acido oleico, un grasso monoinsaturo, che si avvicina per struttura alla componente lipidica del latte materno più di quanto faccia il latte vaccino. Questo lo rende particolarmente adatto durante lo svezzamento, nel periodo che precede l’introduzione regolare del pesce, altra fonte fondamentale di grassi essenziali per lo sviluppo neurologico e visivo.

C’è un uso meno noto ma altrettanto valido: nei lattanti, l’extravergine applicato localmente aiuta in caso di crosta lattea e dermatite da pannolino. Contiene squalene, una sostanza molto simile al sebo cutaneo, con effetto emolliente e lenitivo. Le nonne usavano “olio sbattuto in acqua” per gli arrossamenti: era una pratica empirica con una base reale.

E per i bambini più grandi, come lo consiglia?

Qui mi piace riscoprire una tradizione che stiamo perdendo: la merenda con pane e olio. Non è nostalgia: è un pasto equilibrato nel senso più concreto del termine. Carboidrati complessi dal pane, grassi di qualità dall’extravergine, e se aggiungiamo un pizzico di sale marino e magari qualche verdura cruda a lato, abbiamo un’alternativa sana a qualsiasi merendina confezionata. Più in generale, abituare i bambini a mangiare le verdure crude o al vapore con un filo d’olio costruisce un’abitudine gustativa che li accompagnerà per tutta la vita. L’extravergine ha anche un effetto regolatore sull’attività intestinale ed epatica: a digiuno, una piccola quantità può essere utile in caso di stipsi, grazie alla sua azione lievemente lassativa.

I ragazzi spesso vogliono le patatine fritte. Cosa fare?

Non esagerando, si può accontentarli senza sensi di colpa. E meglio ancora se le friggiamo noi in casa con un buon extravergine. Contrariamente a quanto molti pensano, l’extravergine di qualità resiste bene alle temperature di frittura domestica, che si aggirano intorno ai 170-180 gradi: un olio con bassa acidità e alto contenuto di polifenoli è stabile al calore, non produce composti tossici e forma una crosta più sottile attorno all’alimento rispetto agli oli di semi, risultando spesso più digeribile. La frittura con extravergine è una tradizione italiana consolidata in molte regioni. Non è un ripiego: è la scelta migliore disponibile, per i bambini come per gli adulti.

Ultima domanda: quanto extravergine è possibile consumare ogni giorno, anche per i genitori?

Nelle diete dimagranti e nei piani nutrizionali personalizzati che elaboro, permetto di utilizzare l’extravergine di oliva ogni giorno, a crudo, senza dosarlo col contagocce. È un grasso sano, saziante, con un profilo nutrizionale che non ha equivalenti. Chi mangia bene, con alimenti di qualità e in equilibrio, non ha motivo di razionare l’olio extravergine come se fosse un lusso da limitare. È esattamente il contrario: è uno degli alimenti su cui vale la pena investire, in termini di qualità prima ancora che di quantità.


I punti chiave di questa intervista
  • L’extravergine si introduce fin dallo svezzamento, aggiunto crudo alle prime pappe per favorire l’assorbimento delle vitamine liposolubili A, D, E, K.
  • Il suo profilo lipidico, ricco di acido oleico, si avvicina alla composizione del latte materno ed è particolarmente adatto nelle fases di crescita che precedono l’introduzione regolare del pesce.
  • Per uso esterno, lo squalene dell’extravergine aiuta in caso di crosta lattea e dermatite da pannolino nei lattanti.
  • La merenda con pane e olio è un pasto equilibrato: carboidrati complessi, grassi di qualità, nessun additivo.
  • Friggere con extravergine di qualità è sicuro e spesso più digeribile rispetto agli oli di semi, grazie alla stabilità termica dell’acido oleico.
  • Il consumo di extravergine non va razionato: un adulto in salute può usarlo liberamente ogni giorno, anche nelle diete dimagranti.
Pane e olio non è una merenda di ripiego. È il pasto più antico e più saggio che la cucina italiana conosca.
Nota editoriale: i contenuti di questa intervista hanno finalità informative e divulgative. Non costituiscono consulenza medica o nutrizionale personalizzata. Per indicazioni specifiche sull’alimentazione del proprio bambino, consultare il pediatra di fiducia o un nutrizionista.
Per la tua famiglia

Un extravergine di qualità reale,
ogni giorno in tavola

La dott.ssa Zoccali dice di non razionarlo. Noi aggiungiamo: sceglierlo bene fa la differenza. I Grand Cru I&P hanno polifenoli certificati sopra i 300 mg/kg, data di raccolta dichiarata, origine da un solo oliveto. Per chi vuole sapere esattamente cosa porta in tavola, anche quando si tratta dei propri figli.

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